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PREMESSA:Navigazione Aerea

La navigazione aerea.
L'uomo ha sempre sentito il desiderio di volare, tanto da, prima di librarsi negli spazi del cielo con i palloni e gli aeroplani, anticipare questa meravigliosa avventura con la fantasia, creando eroi e divinità capaci di muoversi nell'aria a loro totale piacimento.
Le prime esperienze di volo. Bisogna giungere a Leonardo Da Vinci per scoprire i primi, seri e vasti studi dedicati al volo degli uccelli e quindi alla reale possibilità per l'uomo, seguendo l'esempio della natura, di costruirsi due ali da adattare alle braccia e con queste tentare qualche timido approccio con l'aria.
Nel 1782 in Francia, è la volta di due fratelli, Joseph ed Jacques Montgolfier, che giunsero ad una interessante conclusione: osservando una densa massa di fumo che saliva con estrema facilità nel cielo, pensarono che se fosse stato possibile imprigionare dell'aria calda dentro ad un involucro estremamente leggero, questo avrebbe certamente finito per innalzarsi. L'intuizione si rilevò esatta e, dopo vari esperimenti, nel 1783 i due realizzarono un grande pallone di tela e carta, che riempito di aria calda si sollevò sino a circa 2000 metri di altezza.
Nello stesso anno la mongolfiera fu perfezionata dal francese Jacques Charles, che sostituì all'aria calda un gas più leggero dell'aria, l'idrogeno.
La mongolfiera, tuttavia, non rappresentava un sicuro mezzo di trasporto, totalmente affidata ai capricci dei venti, così si passò a nuovi studi che portarono alla realizzazione del dirigibile, cioè di un aerostato che potesse dirigere il suo volo mediante la propulsione di un motore.
Dopo numerosi tentativi e relativi fallimenti, l'impresa riuscì all'ingegnere francese Henry Giffard.
Anche il dirigibile presentava dei difetti, quali la scarsa velocità e l'eccessiva dipendenza dai fattori atmosferici. Questi difetti erano sottolineati dai fautori del " più pesante dell'aria", cioè da coloro che ritenevano più utile per volare una macchina che, invece di sollevarsi per opera di gas contenuti in un involucro, sfruttasse l'aria per sostenersi, grazie a due ali e ad un motore.Dopo molti tentativi e molti anni, l'impresa riuscì a due fratelli americani Wilbur e Orville Wright. 
Gli anni che vanno dal 1905 al 1914 segnarono un vero fiorire di iniziative aviatorie condotte con un ritmo quasi frenetico. Ben presto arrivarono i risultati, nel giro di pochi anni gli apparecchi divennero più potenti e sicuri, tanto da poter tentare le prime trasvolate in seguito anche con passeggeri.


La navigazione aerea, i radar e gli aeroporti.
L'enorme sviluppo dell'aviazione civile verificatosi dal 1945 ad oggi è stato reso possibile non solo dai continui progressi nella costruzione degli aeroplani e dei loro motori, ma anche e soprattutto dalla realizzazione di sempre più precisi apparati elettronici, indispensabili ad una sicura e rapida navigazione nel cielo.Tra questi apparati un posto di rilievo lo occupa il radar che, nato per esigenze belliche durante l'ultima guerra, è stato in seguito usato per aiutare il volo degli apparecchi da trasporto passeggeri, specie quando le condizioni meteorologiche e di visibilità sono più difficili.
Il suo funzionamento si può così facilmente spiegare: da una sorgente di onde vengono inviati nell'aria, mediante un antenna rotante varie serie di impulsi le quali, quando urtano un ostacolo ( sia esso un altro aereo, una montagna, una formazione di nubi ) tornano indietro e, una volta captate, permettono di rappresentare su uno schermo la posizione, la forma e la velocità dell'oggetto rilevato.Dunque il radar, imbarcato sugli aerei o a terra, rappresenta il terzo occhio del pilota che vede anche dove l'uomo non può giungere.
I radar a terra, poi, seguono e incanalano le rotte degli aerei lungo dei corridoi del cielo, ad altezza e direzione prestabilite, chiamati aerovie. Per la navigazione del proprio velivolo il pilota dispone anche dell'aiuto dei radiofari, stazioni radio fisse che permettono di conoscere con esattezza la propria posizione, e delle piattaforme inerziali di bordo, che gli forniscono costantemente, senza bisogno di riferimenti al suolo, la direzione da seguire ed il punto in cui si trova.
Anche gli aeroporti hanno subito un enorme progresso: oggi essi sono in grado di accogliere decine di voli, ( e quindi migliaia di passeggeri ) ad ogni ora, scaricando e caricando merci e bagagli e provvedendo anche alla manutenzione ed al rifornimento dei velivoli.
Negli aeroporti è in funzione anche il sistema ILS, che permette l'atterraggio in condizioni di scarsissima visibilità.
Nella progettazione dei moderni aeroporti si è tenuto conto soprattutto di due fondamentali esigenze da soddisfare: l'agibilità, per garantire un fluido movimento degli aerei ( arrivo, partenza, sosta e transito ) e la ricettività, per garantire un flusso adeguato di passeggeri.
A titolo puramente statistico ricordiamo che nei maggiori aeroporti americani il flusso annuo supera i 20 milioni all'anno. Il numero di piste varia per ciascun aeroporto, così come il loro orientamento, che deve essere condizionato dalla direzione dei venti che generalmente spirano nella località prescelta per la costruzione. Anche la collocazione delle piste è subordinata alla natura del terreno, poiché le piste devono garantire la massima visibilità e l'assoluta mancanza di ostacoli durante le fasi del decollo e di atterraggio.
Come esempio citiamo, l'aeroporto di O'Hara di Chicago, con quattro piste in esercizio ed una in costruzione.
Tra gli indicatori da non perdere mai di vista ci sono quello della velocità, della direzione, l'orizzonte giroscopico, la bussola, l'altimetro, lo schermo radar meteorologico.In aiuto del pilota è installato, anche, un sistema di pilotaggio automatico.

 

 

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